| ... | ... | @@ -82,6 +82,8 @@ La metodologia di calcolo del rischio residuo dipenderà dalla tipologia dell'op |
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Considerando come primo esempio la progettazione di un cassa d'espansione finalizzata alla riduzione del rischio a valle tramite una laminazione delle portate di piena, il rischio residuo può essere calcolato a partire dai medesimi scenari con probabilità $H$ utilizzati per la valutazione del rischio _ex_ante_, valutando però in nuovi valori (plausibilmente ridotti) del corrispondente danno $V×E$ a valle per portate di piena che risultano ridotte dalla laminazione effettuata dalla casa d'espansione.
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Considerando come secondo esempio la progettazione di un argine la cui altezza, con un certo franco, è stata dimensione su una certa portata (e.g. duecentennale), sono da considerarsi comunque non nulle le probabilità di collasso (si veda argomento specifico sul portale _Meno Rischio in Toscana_ a cura di E. Paris _et al._) non solo per eventi di magnitudo superiore a quella di progetto, ma anche per quelli di magnitudo inferiore. In questo caso gli scenari inizialmente considerati per la valutazione del rischio _ex ante_ possono variare sia in termini di probabilità sia in termini di danno corrispondente. Formalmente, si può scrivere nel caso dell'argine:
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$$ H_{N,res}=H_N \cdot \\mathbb{P}_{coll} \left( N \right)$$
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