Skip to content
GitLab
Projects Groups Snippets
  • /
  • Help
    • Help
    • Support
    • Community forum
    • Submit feedback
  • Sign in
  • M MenoRischio-Progettazione
  • Project information
    • Project information
    • Activity
    • Labels
    • Members
  • Repository
    • Repository
    • Files
    • Commits
    • Branches
    • Tags
    • Contributors
    • Graph
    • Compare
  • Issues 0
    • Issues 0
    • List
    • Boards
    • Service Desk
    • Milestones
  • Merge requests 0
    • Merge requests 0
  • CI/CD
    • CI/CD
    • Pipelines
    • Jobs
    • Schedules
  • Deployments
    • Deployments
    • Environments
    • Releases
  • Packages and registries
    • Packages and registries
    • Package Registry
    • Container Registry
    • Infrastructure Registry
  • Monitor
    • Monitor
    • Metrics
    • Incidents
  • Analytics
    • Analytics
    • Value stream
    • CI/CD
    • Repository
  • Wiki
    • Wiki
  • Snippets
    • Snippets
  • Activity
  • Graph
  • Create a new issue
  • Jobs
  • Commits
  • Issue Boards
Collapse sidebar
  • menorischio
  • MenoRischio-Progettazione
  • Wiki
  • Guida
  • Sezione2.md

Sezione2.md · Changes

Page history
Update Sezione2.md authored Sep 17, 2025 by Fabio Castelli's avatar Fabio Castelli
Hide whitespace changes
Inline Side-by-side
guida/Sezione2.md.md
View page @ eca8c6c1
...@@ -12,5 +12,5 @@ Da un lato le istanze legate ai cambiamenti climatici, dall'altro la disponibili ...@@ -12,5 +12,5 @@ Da un lato le istanze legate ai cambiamenti climatici, dall'altro la disponibili
Negli ultimi anni, nella valutazione della pericolosità di eventi pluviometrici intensi, trova applicazione sempre più frequente l'applicazione dei cosiddetti **scenari what if**, in cui la potenziale pericolosità idraulica di un bacino viene valutata esplorando l'ipotesi che un evento particolarmente intenso, magari registrato in un bacino limitrofo, avrebbe potuto invece colpire il bacino in esame. Tale ipotesi viene normalmente supportata da una qualche analisi meteorologica esperta che validi la possibilità che l'evento registrato sul secondo bacino avrebbe verosibilmente potuto colpire anche il primo. Questo tipo di analisi consente di superare in maniera 'fisicamente basata' le sopra richiamate limitazioni degli ietogrammi sisntetici di progetto rispetto alla verosimiglianza delle distribuzioni psazio-temporali dell'intensità di pioggia all'interno di un certo evento. Negli ultimi anni, nella valutazione della pericolosità di eventi pluviometrici intensi, trova applicazione sempre più frequente l'applicazione dei cosiddetti **scenari what if**, in cui la potenziale pericolosità idraulica di un bacino viene valutata esplorando l'ipotesi che un evento particolarmente intenso, magari registrato in un bacino limitrofo, avrebbe potuto invece colpire il bacino in esame. Tale ipotesi viene normalmente supportata da una qualche analisi meteorologica esperta che validi la possibilità che l'evento registrato sul secondo bacino avrebbe verosibilmente potuto colpire anche il primo. Questo tipo di analisi consente di superare in maniera 'fisicamente basata' le sopra richiamate limitazioni degli ietogrammi sisntetici di progetto rispetto alla verosimiglianza delle distribuzioni psazio-temporali dell'intensità di pioggia all'interno di un certo evento.
Una forte limitazione dell'uso dell'approccio **what if** nei calcoli di progettazione risiede nel non poter specificare 'da progetto' il tempo di ritorno, che risulta vincolato essere pari a quello dell'evento preso a scenario di riferimento. Per superare questa limitazione, viene qui proposto un approccio denominato **statistical what if**, in cui l'analisi statistica degli estremi idrologici viene utilizzata per rimodulare le intensità di pioggia di un evento-scenario di riferimento, lasciandone inalterate le distribuzioni spaziali e temporali (a meno di traslazioni rigide, come spiegato più avanti), in maniera da ricondurlo ad essere caratterizzato da un preciso tempo di riotrno (o affidabilità, crf. Sezione 1) di progetto. Una forte limitazione dell'uso dell'approccio **what if** nei calcoli di progettazione risiede nel non poter specificare 'da progetto' il tempo di ritorno, che risulta vincolato essere pari a quello dell'evento preso a scenario di riferimento. Per superare questa limitazione, viene qui proposto un approccio denominato **statistical what if**, in cui l'analisi statistica degli estremi idrologici viene utilizzata per rimodulare le intensità di pioggia di un evento-scenario di riferimento, lasciandone inalterate le distribuzioni spaziali e temporali (a meno di traslazioni rigide, come spiegato più avanti), in maniera da ricondurlo ad essere caratterizzato da un preciso tempo di riotrno (o affidabilità, crf. Sezione 1) di progetto.
![image](https://github.com/user-attachments/assets/a3e66e62-47a5-4e00-b0d6-0c32105f17c4) ![414264183-a3e66e62-47a5-4e00-b0d6-0c32105f17c4](uploads/04dd713cd7e6309dfddb9910678df803/414264183-a3e66e62-47a5-4e00-b0d6-0c32105f17c4.png)
Clone repository
  • _sidebar
  • guida
    • AppendiceA.md
    • AppendiceB
    • Bibliografia.md
    • Introduzione.md
    • Sezione1.md
    • Sezione1_3.md
    • Sezione1_4.md
    • Sezione2.md
    • Sezione3.md
    • Sezione3_1.md
    • Sezione3_2.md
    • Sezione4.md
  • Home